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Ecco cosa cambia con le tre grandi novità della riforma.

Primo punto - Si amplia la platea dei soggetti che possono esercitare l’azione inibitoria. La riforma segna il passaggio della Class Action dal Codice del consumo al Codice di Procedura civile. Fino ad oggi l’azione collettiva e quella inibitoria contro pratiche commerciali illegittime erano riservate alle Associazioni dei consumatori, rappresentate nel Consiglio Nazionale dei Consumatori e degli Utenti (Cncu), presso il Ministero dello Sviluppo Economico.
D’ora in poi, invece, chiunque potrà intentare un’azione collettiva o inibitoria, a condizione di aver subito una lesione di “diritti individuali omogenei”.
I diritti individuali tutelati dall’azione, infatti, non devono essere completamente identici, ma omogenei. Potranno dirsi omogenei qualora la loro fattispecie abbia una parte comune (necessaria), riguardante le questioni giuridiche in fatto e in diritto, sulla base delle quali è dato accertare la responsabilità della parte imprenditoriale; una parte differenziata (eventuale), che può riguardare altre questioni accessorie, come ad esempio il quantum del risarcimento.

Secondo punto - L’estensione della tutela dalle responsabilità contrattuali a quelle extracontrattuali. Fino ad oggi la tutela era limitata soltanto ai comportamenti anticoncorrenziali e alle pratiche commerciali scorrette. La riforma prevede che il ricorso venga presentato alla sezione del Tribunale specializzata in materia di impresa, competente per il luogo ove ha sede la parte resistente (impresa citata in giudizio).

Terzo punto - La possibilità di aderire all’azione anche successivamente alla sentenza. Con la nuova legge il Tribunale ha trenta giorni di tempo per decidere sull’ammissibilità dell’azione: la sentenza si limiterà ad accertare le responsabilità fissando il termine per l’adesione, che potrà avvenire anche dopo la pronuncia giudiziale, determinando l’importo che gli aderenti dovranno versare al fondo spese e nominando sia il giudice delegato, che deciderà sulle liquidazioni, sia il rappresentante comune degli aderenti.
I destinatari dell’azione di classe potranno essere imprese ed enti gestori di servizi pubblici o di pubblica utilità. Resta esclusa la Pubblica Amministrazione. La nuova legge entrerà in vigore nel 2020, dopo dodici mesi dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, per consentire al Ministero della Giustizia di attivare la procedura online. Non saranno ammessi ricorsi su contenziosi del passato. La Class Action non può essere quindi chiesta per eventi accaduti prima dell’entrata in vigore della legge.
 

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