Prendiamo per esempio il postino Luigi che nel 1861 comincia a fare il portalettere rurale in Lombardia, prima appiedato, e poi, dal 1902, a cavallo di una bicicletta con cui percorre circa 50 chilometri al giorno. Nel 1914 la Domenica del Corriere gli dedica la prima pagina, con un’illustrazione, diventata a suo tempo famosa, in cui si vede un piccolo postino che cammina sul globo terrestre.

A macinare record e chilometri, sarà, cinquant’anni dopo, il ciclista Felice Gimondi. La mamma del nostro campione era postina a Sedrina, paese in quel di Bergamo, ed era l’unica in paese a saper andare in bicicletta, in un periodo in cui una donna in bicicletta faceva scalpore. Una foto la immortala in bici, con il grembiule “azzurro Poste”, insieme al figlio adolescente che si allena.

L’immagine del postino in bicicletta appartiene alla nostra storia. Nei film, talora comparsa, talora protagonista. Immortalato anche in fotografie di Gianni Berengo Gardin. La più famosa, Il postino di Luzzara (1977). A Luzzara, fra l’altro, è nato Cesare Zavattini, lo sceneggiatore del film Ladri di biciclette (1948) al quale è dedicato un francobollo emesso nel 2002. Nel 1988 era già stato emesso un francobollo che celebrava il film e il suo regista Vittorio De Sica. 

Il legame fra le Poste e il Cinema va oltre i francobolli emessi nel corso del tempo, quasi una trentina quelli che, nel secondo dopoguerra, ricordano registi, attori, film, festival, mostre, feste e rassegne.

Come dimenticare che proprio a cavallo di una bici e proprio armato di divisa, borsa e cappello Massimo Troisi (Il postino, 1994) consegna la posta al poeta Pablo Neruda?

Un legame che va oltre i confini nazionali e, volendone ricordare uno e uno solo, allora ricordiamo Giorno di festa (1949) di e con Jacques Tati, con quel postino allampanato e strampalato che ne combina di tutti i colori. A differenza di quelli veri.