I componenti del Consiglio di Amministrazione sono nominati dall'Assemblea degli Azionisti attraverso il meccanismo del voto di lista. Tale meccanismo consente la presenza in Consiglio di Amministratori designati dagli azionisti di minoranza. Lo Statuto di Poste Italiane prevede, infatti, che i tre quarti degli Amministratori siano tratti dalla lista che ha ottenuto la maggioranza dei voti e i restanti dalle liste di minoranza.
L’Assemblea nomina anche il Presidente del Consiglio di Amministrazione. Nel caso in cui l’Assemblea non vi abbia provveduto, il Consiglio nomina fra i suoi membri il Presidente.
Gli Amministratori non possono essere nominati per un periodo superiore a 3 esercizi, scadono alla data dell'Assemblea degli Azionisti convocata per l'approvazione del bilancio relativo all'ultimo esercizio della loro carica e sono rieleggibili. La procedura del voto di lista si applica solo in caso di rinnovo dell’intero Consiglio di Amministrazione.
Qualora nel corso dell’esercizio vengano a mancare uno o più amministratori, gli altri provvedono a sostituirli, in conformità a quanto disposto dall'art. 14.5 dello Statuto, con deliberazione approvata dal Collegio Sindacale, purché la maggioranza sia sempre costituita da Amministratori nominati dall’Assemblea. Gli Amministratori così nominati restano in carica fino all’Assemblea successiva, che provvede alla conferma ovvero alla nomina di altri Amministratori. Gli Amministratori così nominati dall’Assemblea scadono insieme con quelli in carica all’atto della loro nomina.
Se viene meno la maggioranza degli amministratori nominati dall’Assemblea, si intenderà dimissionario l’intero Consiglio e l’Assemblea dovrà essere convocata senza indugio dal Consiglio di Amministrazione per la ricostituzione dello stesso.
Gli amministratori sono revocabili dall'Assemblea degli Azionisti in qualunque tempo, salvo il loro diritto al risarcimento dei danni se sono revocati senza giusta causa.
Il Consiglio di Amministrazione nominato nel mese di maggio 2023 è composto da un numero di Amministratori appartenenti al genere meno rappresentato superiore a quello previsto dalla legge e dallo statuto, con 4 Amministratori di genere femminile su 9, in misura quindi superiore a due quinti del totale. Almeno due quinti degli Amministratori deve appartenere al genere meno rappresentato.
