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Governance Il sistema di governo societario di Poste Italiane.

Il sistema di governo societario di Poste Italiane – ossia il sistema di amministrazione e controllo volto ad assicurare la gestione efficace dell’Azienda – risulta essenzialmente orientato alla creazione di valore per gli azionisti nel medio-lungo periodo, tenendo conto degli interessi degli altri stakeholder, anche in considerazione della rilevanza sociale delle attività svolte.

Nel 2015, in occasione della quotazione in Borsa, il Gruppo ha provveduto ad adeguare il proprio sistema di governance in conformità alle previsioni di legge, alla normativa Consob di riferimento, ai principi e alle raccomandazioni contenuti nel Codice di Autodisciplina delle società quotate, nonché alle best practice internazionali in materia.


Il modello di Governance

Il modello di governance adottato dalla Capogruppo è quello “tradizionale”, caratterizzato dalla dicotomia tra Consiglio di Amministrazione e Collegio Sindacale.
 
ASSEMBLEA
DEGLI AZIONISTI
CONSIGLIO DI
AMMINISTRAZIONE
COLLEGIO
SINDACALE
È l’organo sociale che esprime la
volontà degli azionisti e prende le
decisioni più rilevanti per la vita
della società, fra cui nominare
e revocare i componenti del
Consiglio di Amministrazione e
del Collegio Sindacale, nonché la
società di revisione, prevedendone i
compensi. Inoltre, l’Assemblea degli
Azionisti approva il bilancio annuale,
delibera sulle modifiche statutarie
e sulle operazioni di carattere
straordinario, quali aumenti di
capitale, fusioni e scissioni nei
casi in cui la legge esclude la
competenza del Consiglio di
Amministrazione.
È composto da un numero di membri
non inferiore a cinque e non superiore
a nove (attualmente composto da nove
membri) e si riunisce con cadenza
di norma mensile per esaminare e
deliberare in merito all’andamento
della gestione, ai risultati consuntivi,
alle proposte relative al modello
organizzativo e alle operazioni
di significativo rilievo strategico,
economico patrimoniale o finanziario.
I ruoli di Amministratore Delegato e
di Presidente risultano nettamente
separati. La rappresentanza della
Società e la firma sociale spettano sia
al Presidente sia all’Amministratore
delegato, a quest’ultimo nell’ambito dei
poteri delegati.
Il CdA ha nominato al suo interno
quattro comitati con funzioni propositive
e consultive: il Comitato Controllo,
Rischi e Sostenibilità, il Comitato
Remunerazioni, il Comitato Nomine e
Corporate Governance, il Comitato Parti
Correlate e Soggetti Collegati.
È costituito da tre sindaci effettivi e tre
supplenti, nominati dall’Assemblea.
Vigila sull’osservanza della legge
e dello Statuto, sul rispetto dei
principi di corretta amministrazione
e in particolare sull’adeguatezza
dell’assetto organizzativo,
amministrativo e contabile adottato
dalla Società e sul suo concreto
funzionamento.
 

 

Criteri di nomina e composizione degli organi societari

L’Assemblea del 27 aprile 2017 ha nominato il Consiglio di Amministrazione costituito dai nove membri, di cui 4 donne. A seguito del rinnovo della propria composizione, e successivamente
nel mese di febbraio 2018, sulla base delle informazioni fornite dai singoli interessati o comunque a disposizione della Società, il Consiglio di Amministrazione ha verificato in capo a
7 consiglieri la sussistenza dei requisiti di indipendenza contemplati dalla normativa di riferimento. La nomina ha seguito le indicazioni contenute nello Statuto di Poste Italiane, che prevede
che il Consiglio di Amministrazione sia composto da un minimo di 5 a un massimo di 9 componenti, demandando all’Assemblea ordinaria degli Azionisti la determinazione del numero esatto. 
Lo Statuto prevede anche che gli azionisti di minoranza possano designare un numero di loro rappresentanti nel Consiglio pari ad un quarto del totale.

Gli Amministratori per essere nominati devono possedere i requisiti di onorabilità e professionalità previsti dalla legge, dalle disposizioni regolamentari vigenti, dallo Statuto e dalle disposizioni di vigilanza. Inoltre, un numero di Amministratori non inferiore a quello previsto dalla normativa, anche regolamentare, di tempo in tempo vigente, deve possedere i requisiti di indipendenza.

All’interno degli organi di controllo e amministrazione della Società, la diversità di genere rappresenta un valore chiave.
Come espressamente indicato nel Codice Etico di Gruppo, Poste Italiane sostiene e promuove pari dignità sociale per i propri dipendenti, condannando qualsiasi forma di discriminazione sulla base di nazionalità, lingua, sesso, etnia, credo religioso, appartenenza politica e sindacale, condizioni fisiche o psichiche.

Inoltre, il tema è disciplinato da specifici articoli dello Statuto Sociale, con i quali Poste Italiane intende garantire il rispetto della normativa vigente in materia di equilibrio tra i generi. In particolare, l’articolo 14.1 dello Statuto stabilisce che la composizione del Consiglio di Amministrazione di Poste Italiane rispetti le disposizioni di legge e regolamentari vigenti in materia di equilibrio tra i generi.

Gli Amministratori vengono nominati dall’Assemblea degli Azionisti sulla base di liste da loro stessi presentate, nelle quali i candidati devono essere elencati mediante un numero progressivo.

Le liste che presentano un numero di candidati pari o superiore a tre devono inoltre includere candidati di genere diverso, secondo quanto indicato nell’avviso di convocazione dell’Assemblea, in modo da garantire una composizione del Consiglio di Amministrazione rispettosa di quanto previsto dalla normativa vigente in materia di equilibrio tra i generi.

In seguito, al momento della nomina degli Amministratori, qualora non vengano, per qualsiasi ragione eletti ai sensi del procedimento sopra previsto, o se nel corso dell’esercizio dovessero venire a mancare uno o più Amministratori, l’Assemblea delibera con le maggioranze di legge, in modo da assicurare comunque la presenza del numero necessario di Amministratori in possesso dei requisiti di indipendenza, sempre rispettando quanto normato in materia di equilibrio tra i generi.


Disciplina del numero di incarichi degli Amministratori

Gli Amministratori accettano la carica e la mantengono in quanto ritengono di potere dedicare il tempo necessario allo svolgimento diligente dei loro compiti, tenuto conto sia del numero e della qualità degli incarichi rivestiti negli organi di amministrazione e di controllo di altre società di rilevanti dimensioni, sia dell’impegno loro richiesto dalle ulteriori attività professionali svolte e dalle cariche associative ricoperte.

A tale riguardo si segnala che nel mese di settembre 2015 il Consiglio di Amministrazione ha approvato (e formalizzato in un apposito documento) una policy in merito al numero massimo di incarichi che i relativi componenti possono rivestire negli organi di amministrazione e di controllo di altre società di rilevanti dimensioni, al fine di assicurare agli interessati una disponibilità di tempo idonea a garantire un efficace espletamento del ruolo da essi ricoperto nel Consiglio di Amministrazione di Poste Italiane.

Seguendo le indicazioni fornite dal Codice di Autodisciplina, la menzionata policy considera a tal fine rilevanti i soli incarichi rivestiti negli organi di amministrazione e di controllo delle seguenti tipologie di società:
a. le società con azioni quotate in mercati regolamentati, anche esteri;
b. le altre società, italiane o estere, con azioni non quotate in mercati regolamentati e che abbiano un attivo patrimoniale superiore a 1.000 milioni di euro e/o ricavi superiori a 1.700 milioni di euro in base all’ultimo bilancio approvato.

© Poste Italiane 2018 - Partita iva: 01114601006

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