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Poste Italiane

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1956. Telegrafo, telefono, radio e tv in Sardegna

Negli anni Cinquanta cambia l'Italia e cambiano le Poste: La Vespa, la Fiat Cinquecento, il tempo libero, la gita fuori porta, il telefono e la televisione, la scolarizzazione e molto altro.

Si pensa agli anni del boom economico, tecnicamente compreso fra il 1958 e il 1963. La Vespa, la Fiat Cinquecento, il tempo libero, la gita fuori porta, il telefono e la televisione, la scolarizzazione, l’autostrada del sole, un certo benessere economico diffuso, o, quantomeno, più diffuso.
Si pensa a quegli anni le cui premesse avvengono negli anni Cinquanta; in modo faticoso, un po’ stentato nell’immediato dopoguerra con la ricostruzione in senso stretto; in modo più agile, negli anni a seguire, quasi a prendere l’abbrivio verso il boom.

Cambia l’Italia, cambiano le Poste. Le Relazioni di Bilancio degli anni Cinquanta e gli articoli pubblicati sulla Rivista mensile Poste e Telecomunicazioni testimoniano le difficoltà, l’impegno, gli investimenti, i cambiamenti. Il progresso.
Da qui l’idea di fare un salto nel passato, partendo dal 1956, 70 anni fa, con piccole incursioni negli anni precedenti. Nel 1956 per la prima volta l’Italia ospita le Olimpiadi invernali, a Cortina d’Ampezzo, fra gennaio e febbraio, le prime olimpiadi trasmesse anche in televisione, grazie anche agli apparati del Ministero delle Poste. Nel 1956, ad ottobre, il Palazzo dei Congressi, a Roma, accoglie la prima Mostra della Meccanizzazione postale, cui partecipano le Amministrazioni P.T. dei Paesi che aderiscono alla Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio, insieme a Svizzera e Gran Bretagna.

L’Italia e le Poste sulla ribalta internazionale. Ma il portalettere che consegna la posta nelle borgate delle periferie romane non può certo intravedere il boom, vede invece, con estrema chiarezza, il proliferare di “case” in lamiera, composte da due “stanze” in cui si vive in sei, sette persone, case che vengono ambite o dismesse, comprate e vendute, come fossero delle vere case, ma senza la necessità di ricorrere ad un notaio.
Da quelle case, certo, non hanno seguito le trasmissioni tv dedicate alle Olimpiadi invernali, né altre. E nemmeno dalla Sardegna, perché mancano gli adeguati collegamenti. Vale per la tv, vale per le trasmissioni radiofoniche, vale per i collegamenti telefonici e telegrafici.
Ecco. Uno dei problemi dell’Italia di quegli anni è che l’isola, la Sardegna, e il “continente” sono ancora, sotto questo profilo due entità separate, in casa, ma separate. È un problema che affrontano, fra il 1948 e il 1953, i Ministri delle Poste Angelo Jervolino e Giuseppe Spataro.

L’undici maggio del 1949 il Ministro Jervolino partecipa alle prime trasmissioni sperimentali fra la stazione di Monte Cavo, nei pressi di Roma, e quella di Monte Serpeddi, nei pressi di Cagliari. Un primo passo per assicurare le comunicazioni radiofoniche fra l’isola e la penisola. “La voce umana” spiega un documentario dell’epoca - “convertita dagli apparecchi radioelettrici in corrente ad alta frequenza e portata sulle antenne a mezzo di tubi coassiali, si irradia nello spazio sotto forma di onda elettromagnetica”, che poi, riconvertita, torna ad essere voce umana. Ad ottobre del 1953 le stazioni sono ormai terminate e la voce giunge forte e chiara. “Così un'altra opera grandiosa nel campo delle telecomunicazioni si è aggiunta alle altre esistenti per il progresso e il benessere della collettività”.
Non basta.

Difatti, il 12 marzo del 1956, il Ministro delle Poste Giovanni Braschi va a Cagliari per illustrare a esponenti della vita politica e amministrativa della Sardegna, a rappresentanti delle Associazioni di categoria, il programma di sviluppo e potenziamento dei servizi delle Poste e Telecomunicazioni
Nelle precedenti settimane temporali con tuoni, fulmini e saette hanno messo a repentaglio le comunicazioni telegrafiche e telefoniche anche all’interno della stessa isola.

È l’elenco degli interventi programmati che dà un’idea delle condizioni di partenza.
  • in fase avanzata di studio la posa di un cavo telefonico amplificato di circa 250 chilometri tra Olbia-Ozieri-Macomer-Oristano e Cagliari, con derivazioni a Sassari e Nuoro, cavo che costituirà la dorsale principale dei collegamenti telegrafici e telefonici nell’interno dell’Isola
  • ampliamento e potenziamento dei servizi telefonici urbani nelle tre province sarde con un investimento 2,6 miliardi di lire
  • installazione di nuovi trasmettitori radiofonici - ad onde medie a Sassari, Oristano e Nuoro - e a modulazione di frequenza
E la tv?  Nuovi trasmettitori televisivi sorgeranno a Monte Limbara, Punta Badde Urbara, Monte Serpeddi e affiancheranno i ripetitori automatici di Sassari e di Carbonia. Entro la fine dell’anno, almeno il 90% della popolazione sarda sarà in grado di ricevere i programmi televisivi, assicura il Ministro.

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