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Poste Italiane

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Nel corso del 2025, la crescita mondiale ha superato le attese ed il commercio globale è stato sostenuto dall'anticipazione degli scambi commerciali avvenuta in vista dell'aumento dei dazi e dagli accordi commerciali tra gli Stati Uniti e alcuni dei loro partner commerciali. Al riguardo, il 27 luglio 2025 la Commissione europea e gli Stati Uniti hanno raggiunto un accordo quadro per il commercio, che prevede un dazio di riferimento del 15% sulla maggior parte delle esportazioni dell’UE verso gli Stati Uniti.

I cospicui investimenti legati all'Intelligenza Artificiale (IA) hanno favorito i risultati economici negli Stati Uniti, mentre gli aiuti fiscali erogati in Cina hanno controbilanciato la frenata dovuta agli andamenti sfavorevoli degli scambi e alla debolezza del mercato immobiliare. Secondo le nuove proiezioni dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE), la crescita del PIL mondiale è prevista al +3,2% nel 2025 (in aumento rispetto alla precedente stima di +2,9%) e confermata al +2,9% nel 2026. Il rallentamento rispetto alla crescita del 2024 (+3,3%) riflette la diminuzione degli investimenti e degli scambi commerciali, causato dall'aumento dei dazi e dalle persistenti incertezze geopolitiche.
Nell’Area Euro, in presenza di una persistente incertezza connessa al contesto geopolitico e alle politiche commerciali, la crescita del PIL per il 2025 si è attestata al +1,5% a/a (dal +0,9% a/a del 2024).

La crescita dei prezzi, dopo aver registrato un rallentamento nella prima parte dell’anno, toccando il valore minimo a maggio (+1,9% a/a), è lievemente aumentata nel mese di settembre al 2,2% a/a per poi discendere nuovamente negli ultimi tre mesi e chiudere il 2025 sui minimi al +1,9% a/a. La disoccupazione si è collocata al 6,2% a dicembre 2025, in prossimità del livello più basso dall’introduzione dell’euro.

In risposta alla dinamica inflazionistica, nel corso dei primi sei mesi del 2025 il Consiglio direttivo della BCE ha abbassato il tasso di interesse sui depositi presso la banca centrale di complessivi 100 punti base, portandolo al 2,0%. Nelle quattro riunioni di politica monetaria tenutesi nella seconda metà dell’anno (24 luglio 2025, 11 settembre 2025, 30 ottobre 2025 e 18 dicembre 2025) la BCE ha deciso di mantenere invariati i tassi di interesse di riferimento, ribadendo un approccio guidato dai dati, secondo il quale le decisioni vengono definite di volta in volta ad ogni riunione. La Presidente della BCE ha sottolineato che il processo di disinflazione è terminato, che l’incertezza sulla crescita si è ridotta rispetto ai mesi di giugno e luglio, grazie all’accordo commerciale raggiunto con gli USA e che il mercato del lavoro risulta essere ancora forte. Nella conferenza stampa che ha seguito la decisione di lasciare i tassi invariati nella riunione del Consiglio Direttivo dell’11 settembre 2025.

Secondo le proiezioni della BCE di dicembre il PIL del 2026 dovrebbe crescere del +1,2% a/a (dal +1,0% a/a della precedente previsione) e del +1,4% a/a (dal +1,3% a/a) per il 2027. Riviste al rialzo le stime di inflazione per il 2026 al +1,9% (dal +1,7%) ed al ribasso per il 2027 al +1,8% (dal +1,9%), con l’obiettivo target del 2,0% di inflazione che dovrebbe essere raggiunto nel 2028.

In Italia, le stime preliminari per il 2025 confermano una crescita moderata del PIL (+0,7% in termini reali), ma superiore alle attese nonostante le numerose incertezze a livello globale che hanno caratterizzato l’intero anno (turbolenze geopolitiche, protezionismo commerciale, pressioni inflazionistiche, volatilità mercati finanziari ed energetici). Le leve della crescita nazionale sono state i consumi interni e gli investimenti, quest’ultimi sostenuti anche dagli incentivi del PNRR, in parte compensati dal rallentamento delle esportazioni. Secondo le previsioni, il PIL italiano dovrebbe registrare una crescita contenuta dello 0,6% nel 2026 sostenuta dallo stimolo agli investimenti pubblici legato all’accelerazione dell’erogazione dei fondi del PNRR, mentre si attende un indebolimento delle esportazioni, dovuto all'aumento dei dazi a livello mondiale e un rallentamento dei consumi delle famiglie, malgrado l'aumento dei redditi reali. L’aggravarsi delle tensioni geopolitiche internazionali, con particolare riferimento agli sviluppi in Medio Oriente, ha generato un aumento della volatilità dei mercati finanziari e dei prezzi delle commodity energetiche. Il Gruppo ha analizzato gli effetti di tali dinamiche e non sono emersi, allo stato attuale, impatti significativi sulla situazione patrimoniale, finanziaria ed economica attuale e prospettica.

Il Gruppo continuerà a monitorare l’evoluzione del contesto macroeconomico, dei mercati finanziari e dei prezzi delle commodity energetiche, valutando eventuali effetti prospettici.
In tale scenario, il Gruppo Poste Italiane ha realizzato nell’esercizio 2025 risultati record, confermando la capacità del Gruppo di generare valore sostenibile nel tempo. In particolare, l’EBIT Adjusted si è attestato a 3,2 miliardi di euro (+9,6% a/a) mentre l’Utile netto consolidato è stato pari a 2,22 miliardi di euro (+10,3% a/a) entrambi allineati alla guidance rivista al rialzo nel mese di luglio e in anticipo rispetto al piano 2024-2028. Tali risultati confermano la costante capacità del Gruppo di eseguire in modo efficace la strategia, improntata sulla diversificazione e sulla capacità di adattarsi all’evoluzione del mercato, superando regolarmente gli obiettivi di crescita fissati.  Al conseguimento del valore record dei ricavi, pari a 13,1 miliardi di euro (+4,2% a/a), hanno contribuito tutte le Strategic Business Unit. In particolare, vanno evidenziati la solida performance commerciale sui prodotti di Risparmio e Investimento nonché il record di ricavi sul portafoglio titoli; il Gruppo ha consolidato, inoltre, la posizione di leadership in Italia nel comparto dei pacchi e ha confermato il ruolo di più grande operatore italiano nell’ambito dei pagamenti con circa 30 milioni di carte, registrando altresì una rilevante crescita nel business protezione pari a circa 3 volte quella del mercato. Nel corso dell’anno, Poste Italiane ha proseguito nella messa a terra delle iniziative strategiche del Piano: l’implementazione del nuovo modello di servizio commerciale e la trasformazione logistica sono in corso e in linea con le attese; nel corso del 2025 è stata completata la migrazione all’app Poste Italiane. L'app "P" rappresenta il fulcro della strategia multicanale del Gruppo e sta progressivamente integrando tutti i business del Gruppo Poste Italiane supportando la trasformazione di Poste Italiane in una “Connecting Platform”.

GUIDANCE & DIVIDENDI
La nuova app si adatta ai comportamenti, alle abitudini di utilizzo dei canali digitali e alle esigenze del singolo cliente grazie a un’elevata personalizzazione, supportata anche dall’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale (IA) e si fonda su logiche di customizzazione. Inoltre, Poste Italiane ha acquisito il 20,1% del capitale sociale di TIM S.p.A. e ha avviato diversi gruppi di lavoro per generare sinergie industriali tra i due Gruppi; ha inoltre acquisito il 49% del capitale di PagoPA S.p.A., con l’obiettivo di promuovere l’adozione dei servizi digitali della Pubblica Amministrazione e dei pagamenti in Italia, garantendo al contempo un’integrazione fluida tra le notifiche fisiche e digitali della Pubblica Amministrazione.

Sin dalla quotazione avvenuta nel 2015, gli azionisti di Poste Italiane hanno beneficiato di un progressivo aumento del corso azionario con una crescente remunerazione complessiva, riflessa in un livello del Total Shareholder Return (TSR) circa 2,5 volte superiore quello registrato sul principale indice di Borsa (FTSE MIB). Il titolo ha aggiornato più volte nel corso dell’anno 2025 il massimo storico e ha segnato un nuovo record, nel mese di febbraio 2026, con oltre 23 euro ad azione e una capitalizzazione di circa 30 miliardi di euro. Sulla base dei risultati raggiunti dal Gruppo, nonché dell’ampia visibilità sui flussi di cassa futuri e della solida generazione e ottimizzazione di capitale, il management ha proposto un dividendo per l’anno 2025 di 1,25 euro ad azione, in crescita del 16% rispetto al valore del precedente esercizio e corrispondente ad un payout ratio del 73%.

La crescita sostenibile del fatturato e della redditività del Gruppo viene confermata nella guidance 2026 dell’EBIT Adjusted e dell’utile netto consolidato, previsti rispettivamente a oltre 3,3 miliardi di euro e a 2,3 miliardi di euro e comunicati alla comunità finanziaria il 26 febbraio 2026 in occasione della presentazione dei risultati preliminari 2025. La migliore performance del Gruppo si riflette in una politica dei dividendi rafforzata, basata su un payout ratio superiore al 70% dell’utile netto consolidato (escludendo la quota in TIM) e sull’aggiunta dei dividendi ricevuti da TIM secondo una logica cash‑for‑cash.

Nel corso del 2026 il Gruppo proseguirà lungo la traiettoria di sviluppo avviata, utilizzando l’IA come acceleratore del piano strategico, applicandola al modello di servizio commerciale, alla logistica e nel potenziamento ed efficientamento delle operazioni, sempre nel rispetto dei valori portanti del Gruppo. Inoltre, per il 2026 l’obiettivo è consolidare l’app Poste Italiane come strumento commerciale. Grazie anche all’intelligenza artificiale e ai dati, Poste Italiane aumenterà la conoscenza dei bisogni dei propri clienti e sarà sempre di più in grado di intercettarli. In questo modo l’app Poste Italiane sarà potenziata come un canale commerciale iper-personalizzato, al fine di incrementare le vendite digitali e sviluppare un ingaggio qualificato per l’Ufficio Postale.

La lettera di intenti firmata alla fine del 2025 per dare vita a una joint venture con TIM Enterprise, dedicata ai servizi IT basati sul cloud segna inoltre un nuovo passo decisivo verso l’innovazione digitale e, nell’ambito dell’obiettivo di sviluppo sinergico del cloud e della sovranità e confidenzialità dei dati, Poste Italiane è in trattativa per acquisire una partecipazione pari al 20% del Polo Strategico Nazionale (PSN), un asset strategico nazionale che fornisce alle Pubbliche Amministrazioni tecnologie e infrastrutture cloud avanzate.

Il Gruppo ha avviato una riorganizzazione finalizzata alla creazione di un nuovo “Polo Finanziario”, integrando il business dei pagamenti e i Servizi Finanziari: un’iniziativa strategica che rafforzerà ulteriormente l’approccio del Gruppo basato sulla centralità del cliente e abiliterà nuove opportunità di cross‑selling, valorizzando la crescita e il potenziale della clientela Postepay.

Il nostro obiettivo è garantire un rendimento competitivo per gli azionisti. Per i risultati del 2025, proponiamo un dividendo pari a € 1,25 per azione, con un incremento del 16% su base annua, oltre tre volte superiore al dividendo distribuito nel 2016 (€ 0,39). Grazie alla forte visibilità sui flussi di cassa futuri rafforziamo ulteriormente la nostra politica dei dividendi, impegnandoci a un payout ratio superiore al 70% applicato all’utile netto, al netto della partecipazione in TIM, a cui si sommeranno i dividendi ricevuti da TIM su base cash-for-cash. Prevediamo di ricevere circa €100 milioni di dividendi da TIM nel 2027. Dal 2016, abbiamo restituito complessivamente €9 miliardi ai nostri azionisti.


CORRISPONDENZA, PACCHI & DISTRIBUZIONE
Nel settore Corrispondenza, Pacchi e Distribuzione, la trasformazione logistica proseguirà nel corso dell’anno, con il completamento della nuova rete interna di corrieri - che raggiungerà l’80% - il rafforzamento della leadership nel mercato nazionale dei pacchi, lo sviluppo del business internazionale, della logistica integrata e della logistica sanitaria.


SERVIZI FINANZIARI
Con riferimento alla SBU Servizi Finanziari, le iniziative strategiche dell’anno saranno volte ad aumentare il cross‑selling e la crescita degli asset della clientela. L’implementazione del nuovo modello di servizio commerciale è pienamente in linea con il piano e sarà ulteriormente accelerata dalla riconfigurazione della rete verso un modello Hub‑and‑Spoke più efficiente, la cui operatività è prevista per il 2027. Anche per il 2026, il Gruppo Poste Italiane conferma la centralità del Risparmio Postale e l’attenzione all’offerta di prodotti/servizi che risultino al passo con l’evoluzione dei bisogni dei clienti.


SERVIZI ASSICURATIVI
In ambito assicurativo, il Gruppo nel 2026 sarà impegnato nel miglioramento dei flussi netti nel comparto Investimenti e Previdenza sostenuto da migliori condizioni di mercato Vita domestico, da portafogli assicurativi più competitivi in termini di rendimento e dal forte focus della rete commerciale. Nel comparto Protezione, il Gruppo conferma il proprio ruolo a supporto della riduzione della sottoassicurazione del Paese, in un mercato in continua crescita, sfruttando opportunità di cross-selling con prodotti di investimento e le reti terze.


SERVIZI POSTEPAY
Nel corso del 2026, Poste Italiane con l’offerta di servizi PostePay proseguirà il proprio impegno nell’accompagnare il cambiamento delle abitudini dei consumatori, delle imprese e della Pubblica Amministrazione e nel creare un ecosistema di servizi integrati attraverso soluzioni omnicanale, sostenibili e trasparenti. In particolare, nel business dei pagamenti si mira ad arricchire e ottimizzare i servizi offerti, con particolare focus sui canali digitali per migliorare la customer experience e le performance transazionali, sfruttando la leadership nell’e-commerce e mantenendo un presidio solido sulle evoluzioni normative. In ambito telecomunicazioni nel corso dell’anno è previsto il completamento della migrazione all’infrastruttura di rete mobile TIM che porterà il miglioramento del servizio al cliente oltre che una maggiore profittabilità.

Allo sviluppo della partnership con TIM saranno dedicati diversi cantieri che consentiranno di lanciare nuove iniziative e generare sinergie trai due Gruppi. È già attiva sui c. 700 negozi TIM la vendita dell’offerta PosteEnergia mentre, nell’ultimo trimestre del 2025 TIM ha potenziato la propria offerta di protezione assicurativa per le PMI con le coperture cyber, catastrofali, tutela legale fornite dal Gruppo Poste Vita e, a partire dal primo trimestre 2026, ha ampliato il perimetro ai clienti retail con le coperture casa e cyber.

Il Gruppo proseguirà nel 2026 nella realizzazione di ‘Polis’, progetto strategico a supporto della coesione sociale del Paese che coinvolge circa 7.000 comuni con meno di 15 mila abitanti, nei quali l’Ufficio Postale sarà trasformato in hub di servizi digitali per un accesso rapido e facile ai servizi della Pubblica Amministrazione. È inoltre prevista la realizzazione di circa 250 spazi di coworking a livello nazionale e l’implementazione di numerose azioni a supporto della transizione energetica del Paese. Da inizio progetto sono stati completati circa 4.800 Uffici Postali e 160 Spazi per l’Italia (coworking).