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Corrispondenza Pacchi e Distribuzione

Il mercato postale continua a vivere un periodo di cambiamento legato alla trasformazione digitale che determina, da un lato un continuo calo strutturale dei volumi di corrispondenza tradizionale stimolando la nascita e lo sviluppo di nuovi mercati di comunicazione digitale (e-substitution), dall'altro un aumento dei volumi dei pacchi spediti grazie alla crescita dell’e-commerce abilitando anche sinergie per la proposizione di soluzioni end-to-end nell’ambito della Contract Logistics.

In particolare, per il comparto della corrispondenza, nel 2024 si è osservata un’ulteriore decrescita strutturale del mercato in termini di volumi (-6,6% rispetto al 2023, a fronte di un leggero incremento a valore, pari al +1,8%). Per il 2025 si attende una ulteriore decrescita del mercato, sia in termini di volumi che di ricavi.

Nell’ambito del comparto pacchi, il mercato complessivo ha registrato nel 2024 un trend di crescita, con un incremento a ricavi del 3,8% rispetto al 2023. Anche per il 2025 è atteso un andamento positivo del fatturato totale. La crescita del comparto ha continuato ad essere trainata dal segmento B2C, grazie all’andamento positivo del commercio elettronico che ha generato nel 2024 acquisti online per un valore pari a 38 miliardi di euro (in crescita del 5% rispetto al 2023) e con un ulteriore crescita nel 2025 (40 miliardi di euro di acquisti online previsti per il 2025, +5% rispetto al 2024).

Il continuo sviluppo del mercato “e-commerce B2C” è sostenuto dalle nuove tendenze emerse negli ultimi anni, ovvero: la rapida ascesa del mercato online dell’usato “second hand” (il valore economico generato dalla compravendita online dell’usato è stato di 14,4 miliardi di euro nel 2024, pari al +170% circa rispetto al 2014), grazie all’avvento di piattaforme online specializzate e al cambiamento delle preferenze dei consumatori (ricerca del risparmio e maggiore consapevolezza verso temi legati alla sostenibilità); l’esigenza dei consumatori di una maggiore flessibilità su tempi e luoghi di delivery, che ha portato ad un aumento della domanda di consegne “Out of Home” (nel 2023 i relativi volumi sono cresciuti di 8 volte rispetto al 2019; incremento a doppia cifra percentuale nel 2024, con analoga tendenza stimata anche per il 2025 ), supportata dall’espansione delle reti di prossimità su cui i principali Corrieri stanno intensificando il proprio impegno in termini di investimenti dedicati. Tra i trend degli ultimi tempi, rientra il sempre maggior ricorso all’intelligenza artificiale (IA) per migliorare lo shopping online: l’IA viene utilizzata per rendere più efficaci gli acquisti “e-commerce B2C”, personalizzando la scelta dei prodotti, automatizzando l’assistenza clienti, migliorando la qualità e la gestione dei cataloghi, potenziando le campagne di marketing e riducendo l’abbandono del carrello lungo il percorso di acquisto online.

Il mercato della logistica in Italia vede una costante crescita del modello di outsourcing dei servizi logistici da parte degli operatori industriali e commerciali verso soggetti specializzati in grado di coprire l’intera catena del valore. In particolare, il mercato dei Servizi Logistici Integrati nel 2023 vale circa 13,9 miliardi , in crescita del 2,2% rispetto all’anno precedente.

Per il 2024 il livello di crescita è stato stimato in lieve aumento (+2,8%) rispetto a quello registrato nel 2023 mentre, nel 2025, è atteso un lieve rallentamento della crescita. Il mercato, ancorché molto competitivo, è relativamente frammentato. Proseguono inoltre, le politiche di integrazione verticale e aumentano le operazioni straordinarie portate avanti dalle aziende per creare sinergie tra le diverse fasi della filiera. Si registrano sempre maggiori investimenti nella transizione green, per conciliare nel miglior modo possibile la sostenibilità ambientale con quella economica. Da ultimo, si conferma un sempre maggiore ricorso all’intelligenza artificiale nei processi logistici, non solo per le attività legate al magazzino o ai trasporti, ma in particolare per la gestione degli ordini, la previsione della domanda e il riordino dei materiali.

Servizi Finanziari

La prima parte dell’anno 2025 è stata caratterizzata da performance degli indici azionari europei migliori rispetto a quelli statunitensi, grazie innanzitutto alla pubblicazione di trimestrali societarie migliori delle attese in Europa e a un approccio più espansivo della BCE rispetto alla FED. I mercati americani hanno riscontrato inoltre performance negative a seguito dei progressi competitivi della società cinese Deepseek nel business dell’AI e, sul finire del primo trimestre, l’indebolimento delle attività rischiose è stato causato dall’aumento dell’incertezza derivante dalle politiche economiche dell’Amministrazione americana e dall’inasprimento delle tariffe doganali che hanno portato i mercati a considerare maggiori rischi al ribasso sulla crescita.

Nel corso del secondo trimestre 2025, l’allentamento delle tensioni commerciali ed i segnali di resilienza del quadro macroeconomico hanno ridimensionato le preoccupazioni degli investitori per l’andamento della crescita, alimentando un robusto apprezzamento delle attività rischiose. Gran parte delle turbolenze degli assets rischiosi innescati dall’annuncio di tariffe reciproche è stata riassorbita già nel mese di aprile 2025 e il recupero è proseguito con decisione a partire dal mese di maggio grazie anche all’ulteriore allentamento delle tensioni commerciali, specie nei rapporti fra Stati Uniti e Cina.

Nel corso del terzo trimestre dell’anno, gli accordi commerciali sui dazi con Giappone ed UE, le trimestrali societarie positive e la prospettiva di allentamento monetario della FED hanno sostenuto gli indici azionari. Nel dettaglio, la diminuzione dei rendimenti governativi USA e l’approssimarsi dell’avvio di una nuova fase di tagli dei tassi da parte della FED a seguito dei deludenti dati sul mercato del lavoro, hanno supportato i mercati azionari americani dove gli indici hanno raggiunto nuovi massimi storici, sostenuti anche dal comparto della tecnologia e dagli utili societari superiori alle aspettative.

Nell’ultima parte dell’anno, dopo aver raggiunto nuovi massimi storici nel mese di ottobre 2025 sostenuti dall'ottimismo generato dai solidi utili societari, dalla proroga della tregua commerciale tra Stati Uniti e Cina e dalla fiducia sul proseguimento dell'espansione dell'intelligenza artificiale, i mercati azionari globali hanno registrato una forte correzione nella seconda metà di novembre, che ha coinvolto principalmente il comparto dei titoli Tech statunitensi denominato “Magnificent Seven”, a causa dei timori relativi alle elevate valutazioni dell’Intelligenza Artificiale (IA). Nel mese di novembre 2025 è stato registrato un apprezzabile recupero, grazie alla fine dello shutdown (blocco delle attività non essenziali del governo federale USA) e per le rinnovate attese di taglio dei tassi da parte della FED nella riunione di dicembre, dopo la pubblicazione del report sul mercato del lavoro che ne ha confermato l’indebolimento. L’S&P 500 ha chiuso l’anno con una performance positiva del +16,7% ed il Nasdaq del +20,2%.

Anche i mercati azionari europei hanno evidenziato nell’anno 2025 una dinamica positiva, sostenuti da pubblicazioni di dati economici confortanti sul lato dell’inflazione (stabile e su livelli in linea con il target della BCE) e indici di fiducia che segnalano un possibile miglioramento della crescita. Inoltre, gli indici dell’Area Euro, rispetto a quelli americani, hanno continuato a beneficiare di valutazioni relativamente più basse, politiche fiscali più espansive e un rinnovato interesse per i titoli “domestici” o legati alle infrastrutture e alla difesa.

Sul fronte valutario, i mercati sono stati caratterizzati da un indebolimento pronunciato e generalizzato del dollaro, concentrato nel primo semestre 2025 a seguito dell’orientamento delle politiche di bilancio europee e ai timori per le prospettive macroeconomiche e fiscali statunitensi. Al 31 dicembre 2025, il rapporto di cambio euro/dollaro si è attestato a 1,18 registrando il massimo livello dal 2021.

Sistema creditizio
Sulla base delle stime disponibili fornite dall’Associazione Bancaria Italiana (ABI), a fine dicembre 2025 la raccolta da clientela del totale delle banche in Italia, rappresentata dai depositi da clientela residente (in conto corrente, certificati di deposito e pronti contro termine) e dalle obbligazioni, è risultata in aumento del 2,0%, su base annua, attestandosi a 2.137 miliardi di euro proseguendo nella dinamica positiva registrata da inizio anno (2.069 miliardi di euro a fine gennaio 2025). Tale dinamica è stata il riflesso di un incremento di circa 3 miliardi di euro della raccolta obbligazionaria (+1,1% a/a), e di un aumento sui 12 mesi dei depositi da clientela residente, pari a circa 39 miliardi (+2,1% su base annua).

Risparmio Gestito
I dati Assogestioni evidenziano, al 31 dicembre 2025 , patrimoni complessivamente pari a 2.636 miliardi di euro, in aumento del 5,3% rispetto ai 2.504 miliardi di euro di fine 2024. Con riferimento alle gestioni di portafoglio, il patrimonio è risultato pari a circa 1.215 miliardi di euro, in crescita del 5,3% rispetto ai 1.154 miliardi di euro al 31 dicembre 2024. Con riferimento alle gestioni collettive, il patrimonio è passato da circa 1.350 miliardi di euro di fine dicembre 2024 a circa 1.421 miliardi di euro di fine dicembre 2025 (+5,3%). Relativamente ai soli fondi comuni di investimento di tipo aperto il patrimonio della clientela, a fine dicembre 2025, si è attestato a circa 1.344 miliardi di euro, in crescita del 5,2% rispetto ai circa 1.278 miliardi di euro a fine dicembre 2024.
 

Servizi Assicurativi

Ramo Vita 
Nel corso del 2025 il mercato nel business Investimenti e Previdenza ha registrato, dopo un 2023 e 2024 fortemente condizionati dal contesto macroeconomico, una raccolta netta positiva pari a 9,9 miliardi di euro, in miglioramento di 13,4 miliardi di euro rispetto al 2024, quando la stessa era negativa. Tale risultato è riconducibile principalmente alla crescita della raccolta lorda (+7,4% rispetto al 2024), relativa essenzialmente ai prodotti di ramo III e alla contrazione dei flussi in uscita (-4,6% rispetto al 2024) afferenti prevalentemente ai minori riscatti dei prodotti di ramo I e III. Il tasso medio di riscatto registrato nel mercato al 31 dicembre 2025 è stato pari al 9,40%, in diminuzione rispetto al valore del 2024 (10,38%).

Il mercato assicurativo Protezione prosegue, nel corso dei primi nove mesi del 2025, un percorso di robusta crescita in termini di raccolta premi registrando, al 30 settembre 2025, 21,2 miliardi di euro di premi per i rami Danni non auto (+7,6% rispetto al medesimo periodo del 2024), e 15 miliardi di euro di premi per i rami Auto (+5,9% a/a), dovuto, oltre che all’evoluzione positiva della domanda, per i rami Auto, anche ad un aumento delle tariffe conseguente all’elevata inflazione degli ultimi anni. Con riferimento, inoltre, ai premi afferenti al segmento Protezione dei rami Vita, si registra nel corso del periodo una raccolta lorda pari 2,5 miliardi di euro (+0,2 miliardi di euro) rispetto ai 2,3 miliardi di euro dell’analogo periodo del 2024.

La raccolta lorda relativa ai prodotti di investimento e previdenza è pari a circa 115,5 miliardi di euro nel 2025 (+7,5% rispetto al 2024). Ove si considerino anche i nuovi premi vita del campione delle imprese UE, il dato raggiunge 127,2 miliardi di euro (+9,2% a/a).

Con riferimento al canale distributivo, il 57,3% della raccolta afferente ai prodotti di investimento è stata intermediata nel 2025 tramite sportelli bancari e postali, con un volume di premi di 66,2 miliardi di euro in aumento del 8,2% rispetto al 2024. Riguardo invece l’intero canale agenziale, la raccolta lorda nell’anno 2025 ha raggiunto i 27,7 miliardi di euro, in crescita di 1,7 miliardi di euro rispetto al 2024 e con un’incidenza sul totale della raccolta intermediata pari al 24%.

Riguardo i premi lordi contabilizzati mediante il canale dei consulenti finanziari abilitati si registrano nel 2025 volumi per 20 miliardi di euro, in crescita del 8,1% rispetto a quanto collocato nel 2024 e con un’incidenza rispetto al totale dei premi intermediati pari al 17,4%.

Infine, il canale broker e vendita a distanza registra un decremento nel periodo in commento del 11,2% rispetto al 2024 con un volume di premi collocato pari a 1,5 miliardi di euro (pari all’1,3% del totale intermediato).

Ramo danni
Per quanto attiene al mercato dei prodotti di protezione, i premi totali del portafoglio diretto italiano, comprensivo quindi della produzione effettuata nel nostro Paese dalle imprese italiane e dalle rappresentanze di quelle estere, sulla base degli ultimi dati ufficiali disponibili, sono stati pari a 38,6 miliardi di euro nei primi nove mesi del 2025, in aumento del 6,9% rispetto al corrispondente periodo del 2024, di cui 15 miliardi di euro (+5,9% a/a) afferente il settore protezione danni auto, 21,2 miliardi di euro il settore protezione danni non auto (+7,6% a/a) e per la restante parte (pari a 2,5 miliardi di euro, +6,7% a/a) alla raccolta afferente i prodotti di protezione Vita.

La crescita complessiva del comparto protezione pari a 2 miliardi di euro è ascrivibile principalmente allo sviluppo del settore protezione danni non auto (+1,5 miliardi di euro rispetto ai primi nove mesi del 2024), nonché a quella del settore protezione danni Auto (+0,8 miliardi di euro rispetto all’analogo periodo del 2024). Con riferimento al primo, i rami con maggior peso in termini di premi contabilizzati che hanno registrato una variazione positiva nel corso del periodo sono stati: il ramo Incendio ed elementi naturali con premi pari a 2.926 milioni di euro ed un incremento nel periodo pari al 17,6% a/a; il ramo Malattia con premi pari a 3.738 milioni di euro che ha registrato una crescita del 12,6% a/a; il ramo Infortuni con premi pari a 2.981 milioni di euro, in crescita del 2,7% a/a; il ramo RC generale con premi pari a 3.816 milioni di euro in crescita dell’1,5% a/a; il ramo Altri Danni ai beni con volumi pari a 3.403 milioni di euro ed una crescita del 4,7% a/a. Riguardo al settore protezione danni Auto, la crescita rispetto ai primi nove mesi del 2024 è correlata sia all’aumento dei premi del ramo R.C. Auto (+0,5 miliardi di euro) che all’incremento dei premi del ramo Corpi Veicoli Terrestri (+0,3 miliardi di euro).

Infine, relativamente al settore protezione Vita, i prodotti di puro rischio (quali ad es. TCM, LTC e CPI), hanno registrato una crescita di 0,2 miliardi di euro (+6,5%) rispetto ai primi nove mesi del 2024.

Per quanto riguarda i canali distributivi, quello agenziale si conferma leader con una quota di mercato pari al 69% alla fine di settembre 2025 (sostanzialmente in linea se confrontato col dato osservato nei primi nove mesi del 2024, pari al 69,8%). I broker insieme alla vendita a distanza rappresentano una quota intermediata dei premi di protezione pari al 12% (12,4% alla fine di settembre 2024), mentre gli sportelli bancari e postali rappresentano una quota del 12,3% (11,8% nei primi nove mesi del 2024). La restante parte pari al 6,7% (6% nel corrispondente periodo del 2024) si riferisce alla raccolta intermediata mediante vendita diretta che registra nei primi nove mesi del 2025 un’incidenza del 6,1% (5,4% registrato nei primi nove mesi del 2024) e in secondo luogo alla raccolta intermediata tramite consulenti finanziari abilitati, che rappresentano lo 0,6% dei volumi complessivi (pari al dato rilevato nel medesimo periodo del 2024).

Servizi Postepay

Nel mercato italiano, le carte di pagamento, nei primi nove mesi del 2025 mostrano un transato complessivo nazionale di circa 360 miliardi di euro, in crescita del 7,4% rispetto ai primi nove mesi del 2024, a conferma della continua espansione dei pagamenti digitali in Italia.

Il numero delle transazioni cresce del 13,2% rispetto ai primi nove mesi del 2024 e si attesta a 8,9 miliardi, segno di un utilizzo quotidiano delle carte sempre più consolidato, anche grazie alla maggiore diffusione dei pagamenti digitali da parte degli esercizi commerciali (pagamenti e-commerce e contactless). Le transazioni con carte di debito crescono del 14,8% rispetto ai primi nove mesi del 2024, confermandosi quelle più utilizzate dagli italiani, con un’incidenza del 62% rispetto al totale delle transazioni e un transato pari a 216 miliardi di euro (+8,6% a/a) e con un valore medio della transazione di circa 39,2 euro, in calo di 2,2 euro (-5,4%) rispetto al valore dell’analogo periodo del 2024 (41,4 euro). In aumento l’utilizzo delle carte di credito, soprattutto per i pagamenti di maggiori importi, che presentano transazioni e transato in crescita, rispettivamente del 9,3% e del 5,0% rispetto ai primi nove mesi del 2024. Anche le carte prepagate registrano una performance positiva (+11,7% delle transazioni e +6,2% del transato rispetto all’analogo periodo del 2024), merito del costante sviluppo dell’e-commerce e dell’aumento della penetrazione presso i punti fisici.

A giugno 2025  il numero delle carte attive sul mercato si attesta a 99,3 milioni, in leggera crescita rispetto al mese di dicembre 2024 (+0,5%): in aumento lo stock delle carte di debito (+1,5% rispetto a dicembre 2024) per un totale di 52,1 milioni di carte attive, mentre si riduce il numero delle carte di credito (-0,3% rispetto a dicembre 2024), pari a 13,8 milioni di carte attive, e delle carte prepagate, pari a 33,4 milioni di pezzi (-0,7% rispetto a dicembre 2024).

Il mercato della telefonia mobile con uno stock di SIM Human-to-Human (H2H) a settembre 2025 pari a 79,3 milioni, mostra un aumento dello 0,8% rispetto alla fine del 2024 (78,7 milioni di SIM H2H). In particolare, tenuto conto della creazione del nuovo operatore Fastweb + Vodafone, prosegue la crescita del numero delle SIM (+7,3% rispetto al 31 dicembre 2024) degli operatori virtuali (Mobile Virtual Network Operator – MVNO) mentre prosegue, a un tasso più contenuto, la crescita dello stock delle SIM degli operatori storici (+0,2% rispetto alla fine del 2024). Poste Mobile, che rappresenta il 45% dei MVNO, registra una leggera crescita (+1,4% delle SIM H2H rispetto a dicembre 2024) con una quota di mercato stabile al 5,5% nel mese di settembre 2025.

Il mercato energetico nel corso del 2025 ha continuato a registrare una significativa volatilità, in linea con quanto avvenuto nella prima parte dell’anno, dovuta al permanere nelle tensioni geopolitiche internazionali e alle variazioni delle condizioni e previsioni meteorologiche , che hanno avuto un impatto rilevante soprattutto per il gas nel primo trimestre del 2025. I prezzi del gas e dell’energia elettrica hanno raggiunto il picco all’inizio di febbraio (i prezzi del gas nel mercato all’ingrosso italiano all’hub Punto di Scambio Virtuale (PSV) hanno superato i 60 euro/MWh) per poi ridursi gradualmente fino ad aprile tornando a valori inferiori a 40 euro/MWh, grazie alla fine della stagione invernale in linea con le medie stagionali e a seguito dell’intensificarsi delle negoziazioni internazionali in merito alla guerra russo-ucraina. Dal mese di maggio 2025 i prezzi hanno ripreso ad aumentare, seppur gradualmente e moderatamente, soprattutto a seguito della permanenza di condizioni geopolitiche incerte, acuite significativamente dall’attacco israeliano in Iran e dall’escalation del confitto bellico tra i due Paesi, che ha portato a nuovi aumenti del prezzo del gas e del petrolio. La volatilità maggiore si è riscontrata nei mesi di luglio e agosto 2025, anche a seguito degli effetti metereologici (ondate di calore o temperature inferiori alle medie stagionali estive) che hanno inciso soprattutto sui consumi e sui prezzi dell’energia elettrica per il raffrescamento. Nel mese di settembre 2025 i prezzi hanno registrato una graduale diminuzione della volatilità e del livello raggiungendo i valori minimi annuali. Nei mesi di novembre e dicembre 2025 i prezzi si sono ridotti gradualmente con un trend che è arrivato al di sotto dei 30 euro/MWh, grazie soprattutto a una continua crescita del mercato internazionale del gas naturale liquefatto (GNL) che ha consentito all’Europa e all’Italia una maggiore diversificazione degli approvvigionamenti di gas, fatta eccezione per gli ultimi giorni del 2025 nei quali è stato riscontrato un nuovo picco dei prezzi.

Il livello dei prezzi e della loro volatilità è comunque rimasto inferiore ai valori registrati nel 2021 e 2022 nel pieno della crisi energetica derivante dalla guerra russo-ucraina, dato che il sistema gas europeo ed italiano ha raggiunto una diversificazione degli approvvigionamenti nettamente migliore rispetto allo scenario del 2021. Le importazioni dalla Russia, infatti, sono state compensate con il rafforzamento delle altre vie di importazione, in particolare tramite il Gas Naturale Liquefatto (GNL) che garantisce maggiore flessibilità rispetto all’import via gasdotto.

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