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Tennis alla Casina e altri ricordi

Sergio vive a Roma ed ha novant’anni circa. Luigi, una decina di meno, vive in Sicilia. Amici da una vita. Ogni volta che Luigi torna a Roma, si ritrovano alla Casina Sportiva di Poste Italiane. La loro amicizia continua così: qualche partita a tennis, due chiacchiere e il piacere di rivedersi.

Sergio ha novant’anni, circa. Luigi una decina di meno. Si conoscono da una vita, quasi. Sergio vive stabilmente a Roma. Luigi in Sicilia, ma a Roma torna volentieri. Per rivedere la figlia, certo. Ma anche per farsi qualche partitella sui campi da tennis della Casina Sportiva con il vecchio amico Sergio.

Sergio Poni e Luigi Porsio frequentano la Casina Sportiva del Dopolavoro delle Poste, già negli anni Cinquanta.
Sergio, ancora prima. Vi fa il suo ingresso per la prima volta che ha un anno o poco più. Nella fotografia scattata dal papà lo si vede poggiato ad un enorme vaso, su cui è scolpito l’anno di inaugurazione della Casina, 1931, in numero romani e la sigla OND (Opera Nazionale Dopolavoro).
Si ricorda di quando bimbetto, nei primi anni del secondo dopoguerra, frequenta la colonia estiva. I genitori vi accompagnano i bimbi, vanno a lavorare in qualche ufficio postale e nel pomeriggio passano a riprenderli. Una tipica giornata in colonia – oggi diremmo campus estivo – comincia con i bimbi schierati per l’alzabandiera accompagnato dagli squilli di tromba, prosegue con esercizi ginnici e con i “trattamenti elioterapici. Non si tratta tanto di prendere il sole, di farsi la tintarella, quanto di rafforzare le ossa esponendosi alla luce del sole. Non tutti vivono in case luminose, non tutti hanno un’alimentazione sana, bilanciata e il sole – è noto -favorisce la produzione di vitamina D che, insieme al calcio, rafforza le ossa.
Poi, quando Sergio ha già diciotto, vent’anni, pratica il canottaggio. Insieme al papà risale lungo il Tevere portando a spalla la canoa; fa una sosta per bere “un’acqua molto buona, l’acqua Pimpinella” che proviene da una sorgente particolare, prosegue fino ad un’ansa del fiume Aniene e da qui inizia la discesa in canoa, superando le cataratte di Ponte Milvio. All’epoca, precisa, da Monte Mario si dipanano due fiumi: “la Sposa e la Sposatella”.

Luigi non è da meno. È un podista, vince anche qualche gara; gioca a tennis, vince anche qualche gara. Ricorda di quando partecipava ai tornei di tennis organizzati alla Casina Sportiva. Di quando, nel maggio del 1999, si classificò primo in un torneo di singolo e terzo in un torneo di doppio. A fare da testimonial e a premiarlo, uno dei grandi tennisti italiani, Nicola Pietrangeli.
Ricorda i picnic organizzati negli spazi aperti della Casina, la casetta in cui si poteva anche cucinare, le gare di ballo nel salone della Casina, i recital di pianoforte, le esibizioni canore. Chiacchierando salta fuori il nome il nome del direttore della Casina che nella Casina viveva, Enrico Cappelletti cui era intitolato il famoso torneo di tennis vinto da Luigi.

Di anno in anno, di decennio in decennio, un salto alla Casina non manca mai. Da soli, con fidanzate e poi mogli, con i figli. Oggi vi si ritrovano quando possono, giocano a tennis per un’oretta, fanno quattro chiacchiere. Una storia di sport e di amicizia intatta nel tempo.

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