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Italia, 1960: La Grande Olimpiade Dall’Archivio Storico di Poste Italiane.

Olimpiadi 1960 Sessant’anni fa, in questo periodo, tutta l’Italia era in fibrillazione in vista delle XVII Olimpiadi che si sarebbero disputate a Roma, e non solo a Roma, dal 25 agosto all’11 settembre del 1960. In fibrillazione perché per la prima volta l’Italia ospitava un evento sportivo così coinvolgente ed emozionante che portava l’Italia sulla ribalta mondiale, dopo essere riemersa dalle difficoltà della guerra e della ricostruzione, pronta a slanciarsi nel boom economico. In quelle Olimpiadi, poi, le Poste e Telecomunicazioni salirono anche sul podio, grazie a due fattorini (Francesco Musso di Acqui Terme e Carmelo Bossi di Milano) che gareggiano nel pugilato e vincono rispettivamente una medaglia d’oro e una d’argento.

Il successo di quella che passò poi alla storia, perlomeno in Italia, come “la Grande Olimpiade” dipendeva molto anche dalle Poste e Telecomunicazioni che dovevano assicurare servizi impeccabili ai turisti, agli atleti, alle delegazioni, ai giornalisti della carta stampata, delle radio, delle televisioni: uffici postali mobili  e uffici postali “da campo” collocati al villaggio olimpico, ovunque si disputassero delle gare, nei luoghi nevralgici della città ove fosse maggiore l’afflusso delle persone e persino nel campeggio internazionale di Monte Antenne che avrebbe ospitato circa 5.000 turisti; allestire le “sale Stampa” per i giornalisti dotate di telescriventi e telefoni; un motoscafo da adibire ad ufficio postale per fare la spola fra i due lati del laghetto dell’Eur, a metà strada fra la “Piscina delle Rose” in cui si sarebbero disputate le gare di nuoto e il Palazzo dello Sport, progettato per l’occasione dagli architetti Pier Luigi Nervi e Marcello Piacentini (che negli anni Trenta aveva “progettato il Palazzo delle Poste di Brescia); portare le telescriventi nelle camere d’albergo dei giornalisti perché potessero scrivere e trasmettere i loro pezzi in qualsiasi momento, con chilometri e chilometri di nuovi cavi per collegarle con le centrali telex; potenziare i ponti radio e i ripetitori perché il segnale radio-televisivo arrivasse forte e chiaro.

Olimpiadi 1960 Nei principali uffici postali, come quello di piazza San Silvestro, e nelle principali “sale Stampa”, anche postazioni fototelegrafiche per scannerizzare (ma allora il termine era ancora sconosciuto) e trasmettere ai giornali le immagini scattate dai fotoreporter. Non siamo ancora al “tempo reale”, ma manca poco.

Un “imponente sforzo realizzativo, che ormai è ai suoi tocchi finali, ha mobilitato tutti i servizi della Amministrazione”, si legge in un numero della rivista Poste e Telecomunicazioni del 1960, con un investimento di circa cinque miliardi di lire. Perché era in gioco il prestigio e l’onore dell’Italia.

Un imponente sforzo, quello delle Poste e Telecomunicazioni, testimoniato anche dalle circa 400 immagini, in larga parte inedite, e da due filmati conservati dall’Archivio Storico di Poste Italiane.

Nella sezione “i nostri filmati” si può vedere un’anticipazione del filmato integrale prodotto dalle Poste per raccontare  la “Grande Olimpiade”, mentre alcune fotografie sono disponibili sul portale web Censimento Fotografia Italia.

Olimpiadi 1960 Il documentario delle Poste “500.000 parole l’ora” dedicato a queste Olimpiadi così riassume l’impegno profuso, i traguardi raggiunti: “Anche a mezzo degli atleti dei suoi centri sportivi come Musso e Bossi l'Amministrazione delle Poste e Telecomunicazioni ha preso parte attiva alla grande competizione con tutta la famiglia postale. Dal Ministro e dal Direttore Generale fino ai portalettere festeggia una vittoria che è collettiva perché ciascuno nel proprio campo ha lodevolmente operato con impegno e fatta la propria battaglia al servizio di tutto il mondo. L'amministrazione delle Poste e Telecomunicazioni italiane ha assolto il difficilissimo compito ed ha portato in ogni casa di ogni angolo della terra gli avvenimenti sportivi, ancora caldi di entusiasmi, incitamenti e inni di vittoria grazie anche ai nuovi collegamenti foto telegrafici internazionali.
Salutando la XVII Olimpiade, le 100.000 fiaccole consacrano anche una nuova conquista dello spirito. Esso, raggiungendo nuovi limiti negli stadi così come in ogni campo dell’organizzazione, ha compiuto durante la Grande Olimpiade ancora un passo avanti verso la libera e pacifica convivenza dei popoli, verso una più esaltante condizione umana”.

archiviostorico@posteitaliane.it